Daniele Met


Nato a Tricase nella provincia di Lecce nel 1976, dopo essersi occupato per diversi anni di grande distribuzione, all'età di trenta scopre la passione per la fotografia e ciò lo porta a cambiare strada, abbandonare il suo vecchio lavoro, trasferirsi a Firenze e studiare fotografia. Dal 2007 al 2008 frequenta un corso di fotografia analogica a livello base, poi intermedio ed infine avanzato presso l’accademia TheDarkroom. Dal 2008 al 2010, frequenta lo studio del fotografo di moda fiorentino Gianni Ugolini, perfezionando la sua tecnica in particolar modo nella fotografia di ritratto e di eventi. La sua insaziabile curiosità e il suo continuo studio lo spingono a fotografare qualsiasi cosa. Oggi lavora come fotografo freelance, si occupa di fotografia artistica, ritratto, reportage, fotografia di matrimonio, eventi.

 

Ho scoperto questa passione all'età di 30 anni e con dedizione e sacrifici ne ho fatto la mia professione. Certo che bisogna essere un pò folli per abbandonare un posto di lavoro sicuro e stipendiato per intraprendere una carriera cosi difficile e costosa come quella del fotografo professionista, ma non rimpiango nulla, anzi ogni tanto mi fermo a pensare sul perchè non mi sia innamorato già da piccolo di questa arte. e purtroppo non ho mai trovato risposta a questo, posso solo continuare a credere ai colpi di fulmine.

La fotografia mi aiuta a capire me stesso, gli altri e il mondo che mi circonda e tutto questo cerco di farlo con massima discrezione e tantissima curiosità; amo fotografare senza essere notato e potrei passare e ripassare dallo stesso luogo allo stesso orario e fotografarlo ogni volta in maniera differente, perchè questa arte mi da la possibilità di guardare il mondo da una prospettiva sempre diversa.. Il mio maestro Gianni Ugolini mi ha insegnato che l'obiettivo finale di una foto, non è realizzare uno scatto con il pixel in più o con la macchina da ventimila euro, ma è trasmettere emozione, perché "la fotografia è emozione". . Devo molto alla fotografia, mi è stata compagna in momento della mia vita molto difficile, non riuscirei a separarmi dalla mia macchina fotografica più di 24 ore e poi amo quel piccolo buco da dove posso guardare il mondo, raccontarlo, trasformarlo e condividerlo con la gente perchè sono del parere che una fotografia che rimane in un cassetto non serve a nessuno, è come se non fosse mai stata scattata. In molti dei miei ritratti potrete notare una continua ricerca e uno studio sulla luce caravaggesca, questo è una mia piccola ossessione e spero mi accompagni per tutta la vita. 

Daniele Met